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Antonio Bellucci: VISUALIZZARE IL PIANO D'AZIONE

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L'importanza di Visualizzare il Piano d'Azione

Ciao sono Antonio Bellucci e tu sei su 5 Minuti Per … Creare e mantenere un piano d’azione

Oggi parliamo dell’importanza di tenere sempre presente il tuo piano.

A chi non è mai capitato di formulare un sacco di buoni propositi, magari di appuntarli sistematicamente nella sezione note del suo telefonino, o sulla propria agenda, o addirittura di registrarli su un supporto informatico con la precisa convinzione che “così li terrò sempre presenti e farò di tutto per realizzarli!”

E poi di dimenticarli altrettanto puntualmente?

Voglio raccontarti la mia esperienza personale.

Quando io ho creato il mio primo piano per l’Anno Migliore di Sempre l’ho fatto su un supporto cartaceo, il quaderno che il team del mio Coach aveva creato per me e per gli altri “migliorandi”.

Ho partecipato attivamente al programma, ho individuato tutti gli elementi che sapevo che mi avrebbero consentito di raggiungere i miei obiettivi e me ne sono andato con un bel sorriso stampato in faccia ed il mio quaderno sotto il braccio.

L’indomani ho iniziato a ricadere inevitabilmente nei vecchi meccanismo, trascinato via dai condizionamenti che per anni avevo ricevuto ed io stesso creato, fra cui l’idea che ciò a cui tieni davvero vada protetto, preservato.

Per questo ho fatto in modo di tenere il MIO piano ben lontano da occhi indiscreti.

Piccolo particolare: l’ho tenuto lontano anche dai miei!

E questo che cosa ha comportato?

Che ovviamente tendevo a perdere di vista i miei obiettivi, trovandomi a fare dei veri e propri tour de force a ridosso delle scadenze che io stesso avevo pianificato.

Durante una delle sessioni di coaching periodiche, nelle quali mi trovavo ad ammettere di non aver talvolta raggiunto il 100% dei miei obiettivi, il mio Coach mi disse “non è possibile, sei perfettamente congruente con la tua credenza, conosci le linee guida, senti che ti appartengono, i tuoi obiettivi di medio lungo periodo ti sono chiari….dobbiamo scoprire che cosa non va e correggere immediatamente la rotta!”.

Insieme ci mettemmo a ragionare sull’ambiente, elemento cardine per poter sviluppare certi tipi di pensiero e di sensazioni, ed ecco che parlando di dove avessi riposto il mio piano ebbi, come dire, un flash, e capii che finché fosse rimasto nel cassetto della mia scrivania (postazione alla quale peraltro io passavo la maggior parte del mio tempo, perciò credevo di aver fatto un’ottima scelta a riporlo lì in principio) non lo avrei mai sfruttato al meglio.

Ringraziai il mio Coach per avermi aiutato a riflettere su questo e mi congedai.

Il giorno successivo, arrivando alla mia postazione di lavoro........ GUARDA IL VIDEO

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